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Ogni fatto è più complesso di quanto possa apparire

Un blog per riflettere sulle nostre certezze.

Quello che ci crea problemi non è ciò che non sappiamo, ma ciò che pensiamo sia la Verità e invece non lo è.
Mark Twain

Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista.

Kenneth Boulding



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IN QUESTO BLOG GLI U.S.A. NON SONO CHIAMATI INTENZIONALMENTE "AMERICA", PER RISPETTO VERSO GLI ALTRI STATI. L'AMERICA E' UN CONTINENTE, NON UN PAESE.
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POLITICA
9 gennaio 2008
Siamo un paese grottesco

In questi giorni non è solo esplosa l'emergenza rifiuti a Napoli, ma l'emergenza buonsenso in tutto il paese.
Avete sentito parlare di Camorra o di Impregilo? No, l'emergenza è colpa dei Verdi. Dai reportage dei giornalisti non si riesce a cogliere la presenza della Camorra: i cattivi diventano i cittadini di Pianura, territorio dimenticato da Dio che dopo aver subito varie beffe (la mancata riqualificazione dell'area) ora subisce il danno della riapertura della discarica. Invito a visitare la sezione Multimedia di Repubblica.it dove si vede quanto sia vicina quella discarica alle case (l'avete vista in TV una cartina?).
Bassolino ha tutte le colpe di questo mondo. E' chiaro e palese che chi ha ricoperto in 15 anni i ruoli di sindaco di Napoli, Commissario straordinario e Governatore deve avere colpe gravi. Ma il Partito Democratico fa quadrato e tutto finirà a tarallucci e vino.
Impregilo è la società a cui era stato affidato l'appalto per lo smaltimento, finchè l'anno scorso la magistratura fa saltare il tacito accordo tra l'impresa e Bassolino - essere pagata ma non fare niente - , indagando 23 persone (per dettagli). Ne avete sentito parlare ai TG?

Puntualmente partono alla riscossa i poteri forti dell'incenerimento. Sfruttando l'immagine del disastro napoletano, cercano di fargli più pubblicità possibile. Ovviamente, in una situazione talmente disperata come quella napoletana è difficile dire no ad un impianto. Però in Toscana De Girolamo, del CISPEL Toscana, al TGR del 9/1/08 urla all'emergenza: servono altri termovalorizzatori perchè siamo sul filo del rasoio, stiamo per finire come in Campania. Lo spettro delle immagini di questi giorni bloccano ogni tipo di dibattito: bisogna incenerire. Il messaggio deve essere ripetuto con ossessione, perchè se iniziasse il dibattito entrerebbero subito in gioco le proposte alternative: sistemi evoluti di raccolta differenziata e impianti di trattamento meccanico biologico per il residuo.

Al TG1 i giornalisti fanno dire a un ingegnere che è meglio un inceneritore che i rifiuti per la strada. Grazie al cazzo. Il tutto era inserito in un servizio nel quale si parlava degli alti tassi di mortalità per tumori nel napoletano. Nessun cenno alla Camorra, che da anni sversa nelle campagne e nella periferia di Napoli rifiuti estremamente tossici nei modi più illegali.

Per finire, è stato resuscitato Gianni de Gennaro, ex capo della Polizia che "... è stato iscritto nel registro degli indagati per avere, secondo le ipotesi, fatto in modo che alcuni dirigenti di polizia sotto processo per le efferate violenze, in riferimento specificatamente all'irruzione nella scuola Diaz dove vennero pestate decine di manifestanti, mentissero all'autorità giudiziaria. (da Wikipedia)". Per questo era stato sostituito con l'attuale capo della Polizia Manganelli.


SOCIETA'
20 maggio 2007
Due note sulla replica dell' Avvenire al video su internet
Il video della BBC sostiene una accusa pesantissima. E' stato trasmesso dalla BBC nel 2006 e in Italia si è creata una impenetrabile coltre protettiva sui media per evitare che se ne parlasse. Per fortuna che c'è internet, grazie al quale anche l'opinione italiana è riuscita ad avere quelle informazioni.
Quello che dice sarà vero? Non è facile verificarlo, però basta leggere l'inconsistente difesa dell'Avvenire per iniziare a fidarsi (oltre al fatto che la BBC non è un media clandestino ma tra i più autorevoli al mondo.)
Perchè inconsistente? Ecco un pezzo:

" Il pezzo forte del servizio infatti consisteva (e ancora consiste) nell'accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto "garante" per 20 anni - da quando fu nominato prefetto vaticano - del testo Crimen sollicitationis, che è un'istruzione emanata in realtà dal Sant'Uffizio il 16 marzo 1962. Da notare la data: nel 1962 infatti Joseph Ratzinger non era certo prefetto della futura Congregazione per la dottrina della fede, essendo in quel tempo ancora teologo molto impegnato nella sua Germania."

Forse l'Avvenire prende per stupidi i lettori. Il video non dice affatto che è stato Ratzinger a firmare il Crimen Sollicitationis nel 1962, ma prende atto che dal 25 novembre 1981 Ratzinger era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, quindi responsabile del controllo su quei fatti. Piuttosto il video sostiene che lui sia stato l'autore della revisione del 2001, il che è senza dubbio vero.
Poi scrive:
" A proposito di bocche buone. Si tratta di un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese, la quale invitò l'augusta Bbc a "vergognarsi per lo standard giornalistico usato nell'attaccare senza motivo Benedetto XVI".
E' come se ad una accusa a Berlusconi si dicesse:
" ...furono apertamente sconfessate a suo tempo da Forza Italia, la quale invitò l'augusta BBC a "vegognarsi per lo standard giornalistico usato nell'attaccare senza motivo Silvio Berlusconi"..."
Insomma, una fonte autorevole.

Infine, riprendo da Wikipedia una nota su Ratzinger:
Benedetto XVI è stato indagato negli USA per aver ostacolato la giustizia (en:Obstruction of justice). L'allora cardinale Joseph Ratzinger ha infatti chiesto, tramite l'epistola De Delictis Gravioribus datata 18 maggio 2001 e rivolta a tutti i vescovi del pianeta, di non testimoniare in tribunali civili (pena la loro scomunica). Ciò ha riguardato anche casi di molestie sessuali che furono perpetrati da parecchi sacerdoti negli Stati Uniti (molti dei quali su minorenni). Nel documento, Ratzinger scrisse che «nei Tribunali costituiti presso gli ordinari o i membri delle gerarchie cattoliche solamente i sacerdoti possono validamente svolgere le funzioni di giudice, promotore di giustizia, notaio e difensore» ribadendo che «le cause di questo tipo sono soggette al segreto pontificio» e che si sarebbero dovuti attendere 10 anni, da quando le vittime avessero compiuto la maggiore età, per rivelare le accuse (ottenendo in questo modo la prescrizione dei reati, a quel punto non più perseguibili). Tale documento quindi, appariva essere un aggiornamento del discusso Crimen sollicitationis datato 1962. A questa imputazione le gerarchie vaticane hanno risposto che le norme contenute nel documento Crimen sollicitationis non hanno più alcun valore vincolante dal momento in cui sono entrate in vigore le disposizioni che nel 1983 hanno riformato il Codice di Diritto Canonico. Rimane aperta la questione del come mai si fosse quindi sentito il bisogno di emettere un documento ad hoc ben dopo il 1983. Il 20 settembre 2005, comunque, il Dipartimento di Stato statunitense ha accolto la richiesta di concedere al Santo Padre l'immunità diplomatica, in quanto capo in carica di uno Stato sovrano. Tale richiesta era stata inoltrata dalla nunziatura apostolica direttamente al presidente statunitense George W. Bush il 16 agosto 2005 dopo che il papa non si presentò in uno dei processi nel quale fu chiamato a rispondere del reato di ostruzione alla giustizia della contea di Harris nel texas (nell'ambito del processo a Juan Carlos Patino-Arango, seminarista colombiano accusato di abusi sessuali su minori).



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SOCIETA'
20 maggio 2007
Wolfowitz si è dimesso, ma lo sanno i direttori dei TG?
Wolfowitz si è dimesso dalla Presidenza della Banca Mondiale. Nei TG dell' ultima settimana non ho mai visto un servizio che ne parlasse. Almeno quelli della RAI, soprattutto il sempre più ridicolo TG1.
Siamo un paese provinciale che non si interessa di cosa accade nel mondo oppure c'è altro dietro questo silenzio?

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SOCIETA'
11 aprile 2007
Tg1, fabbrica di balle
Il blogger JustFrank ha scovato un'altra balla che ci ha rifilato il mitico TG1. Hanno preso una vecchia puntata di un programma inglese di motori e l'hanno spacciata per una stravagante pubblicità! Vi conviene vederlo! 



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SOCIETA'
27 febbraio 2007
La manipolazione dell'opinione pubblica nei TG italiani
Da Pressante.com

La manipolazione dell'opinione pubblica nei TG italiani

I giornalisti dei nostri telegiornali sono diventati presentatori e pubblicitari. Altre competenze, ben diverse dall'informazione obiettiva e "sul campo". I servizi giornalistici sembrano creati ad arte per mostrare alcune cose e nasconderne altre. In un paese in cui sempre meno persone leggono i giornali, l'informazione televisiva rappresenta per la maggior parte della popolazione l'unica fonte d'informazione. Molte di queste persone credono che i telegiornali li informino su ciò che accade nel mondo, e si troverebbero increduli di fronte al solo pensiero che i Tg possano essere utilizzati per manipolare le loro opinioni. Eppure... ciò appare sempre più evidente, dall'omissione di elementi indispensabili per capire i fatti, dall'alterazione di alcune notizie e dall'assenza di altre.

L'opinione pubblica è fondamentale per la stabilità di un sistema, e nel nostro sistema viene formata attraverso il bombardamento mediatico. Per mantenere la stabilità, nell'attuale assetto politico-economico, occorre che l'opinione pubblica sia piegata a ciò che è funzionale al sistema e non apprenda alcune verità. Ciò rende il potere mediatico notevolmente importante. Il controllo da parte del potere avviene oggi all'interno delle nostre case, attraverso la Tv. La manipolazione dell'informazione è sempre più sistematica, progettata per essere efficace e per rimanere nascosta agli occhi dei cittadini. Le agenzie internazionali (americane, europee o giapponesi) che forniscono le informazioni, sono supportate da agenzie di propaganda, soprattutto americane, che pianificano non soltanto cosa rendere noto ma soprattutto "come" dare informazione. La quantità di notizie viene sfoltita e ridotta al 5/10% del totale.
[Continua a leggere




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SOCIETA'
11 gennaio 2007
Il TG1 dice il contrario del GR24. Giornalisti dicono e lasciano dire panzane...
Ero in macchina e ascoltavo il GR24 delle ore 20.00, dove si dice: "la Commissione Ue non ha commentato la decisione di aumentare i soldati, ma ha sottolineato che la crisi richiede un approccio globale, che affronti anche gli aspetti politici, economici e sociali". La dichiarazione riguarda ovviamente la decisione di Bush di mandare altri 92.000 giovani vestiti da marine a difendere i pozzi petroliferi in Iraq. Torno a casa, alla tv c'è il TG1 dal quale sento che l'Unione Europea ha espresso apprezzamento per la scelta di Bush e "apprezza l'approccio complessivo non basato più sulla forza".
Confusione...
Guardate sui rispettivi siti! E' inquietante!

Prima del GR24, stavo ascoltando "La Zanzara", un programma condotto da Giuseppe Cruciani.
Mi sono bastati tre episodi per etichettare questo come un pessimo giornalista.

In collegamento c'era un editorialista del Corriere della Sera (di cui non ricordo il nome, trovate la registrazione sul sito di Radio24). L' "intervistato" afferma che i nostri militari in Libano sono lì ma chiudono gli occhi sui rifornimenti di armi ad Hezbollah, quindi abbiamo mandato i soldati solo per essere ben visti dagli arabi, sperando di evitare così di essere colpiti da attentati. Un serio giornalista avrebbe chiesto: "Ci può far presenti casi in cui i nostri militari abbiano lasciato passare armamenti diretti ad Hezbollah?". Invece: silenzio.
Più avanti nell'intervista, il pittoresco (dovreste sentirlo) giornalista del Corriere dice che l'eliminazione dei costi di ricarica non è una liberalizzazione, ma un intervento dirigista perchè porterà un aggravio sui costi delle tariffe, così che gli utenti telefoneranno di meno. Il giornalista poteva aggiungere che comunque, anche se avvenisse un aumento delle tariffe (chi ha vecchi contratti non può subire modifiche), almeno la spesa di quei soldi sarà in qualche modo giustificata, al contrario degli insensati costi di ricarica, che sanno tanto di rendita più che di profitto. Invece: silenzio.
Il giornalista parla invece a sproposito per rispondere ad una domanda. Un radioascoltatore chiede: "La Commissaria Europea alla Concorrenza è oggi intervenuta ed ha bacchettato l'Italia per non aver fatto abbastanza sulla liberalizzazione dell'energia, perchè i prezzi sono ancora troppo alti. Che le risulti, non è che ha ripreso anche altri paesi, ad esempio la Francia che ha due imprese totalmente controllate dallo Stato?". La risposta del conduttore è: no. Peccato che proprio stamattina, proprio sul Sole24Ore, ho letto il contrario: ha puntato il dito soprattutto sulle condizioni dei settori energetici di Francia e Germania.

Come può esserci democrazia con un simile giornalismo?

(Consiglio vivamente la lettura di "La scomparsa dei fatti" di Marco Travaglio.)




permalink | inviato da il 11/1/2007 alle 21:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
4 novembre 2006
Come cambiare un fatto con un tocco di disonestà
1) Manifestazione di oggi a Roma
150.000 manifestanti, riporta il televideo RAI.
Sul sito del Corriere della Sera, in homepage come foto della notizia è stata messa quella di tafferugli con la polizia e il titolo dice che ci sono stati scontri. Cliccando, si va alla notizia e si trova solo...
"TAFFERUGLI - Un gruppo di circa 30-40 estremisti, molti dei quali coperti sul viso, sono stati al centro di un tafferuglio contro gli uomini della Celere della polizia. Le forze dell'ordine hanno sedato nel giro di pochi minuti gli scontri."
3 righe, che però sono diventate il titolo in prima pagina.

2) Donne scudo in Palestina
TG2 di ieri, come anche il Corriere.it (ma non Repubblica.it) dicono che l'esercito israeliano ha ucciso 2 donne scudo durante un attacco ad una moschea nella quale ritenevano si fossero nascosti dei guerriglieri. Come mostravano le stesse immagini del servizio del TG, le donne sono morte mentre stavano fuggendo. Sono state colpite alle spalle ed erano disarmate.
Chiamarle donne scudo porta ad immaginarsi una situazione in cui alcune di loro, con coraggio da vendere, hanno affrontato la morte in faccia preferendo di rimanere nella traiettoria delle pallottole e quindi gli israeliani non hanno potuto evitare la loro morte. Purtroppo, ripeto, sono state invece colpite alle spalle mentre scappavano.

Questa informazione disonesta non fa che alimentare la confusione che regna fra la gente. L'ignoranza è forza, diceva Orwell.




permalink | inviato da il 4/11/2006 alle 22:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
1 ottobre 2006
L'Informazione che non permette di capire. L'esempio di Thailandia e Somalia
Ci sono due situazioni, in Somalia e Thailandia, di cui sono venuto a conoscenza dai telegiornali, ma che mi sono rimaste incomprensibili fino a che non mi sono documentato un pò meglio. Ne prendo spunto, oltre che per parlarne un pò seriamente, per riflettere sulla reale capacità informativa dei telegiornali.
Una settimana fa siamo tutti venuti a conoscenza di un golpe in Thailandia. Ne sono rimasto stupefatto perchè quel paese è uno dei più aperti economicamente e più avanzati dal punto di vista democratico (almeno questo è ciò che so...), e nel quale un golpe mi sembrava inusuale non potesse sfociare in sanguinose violenze. Non è accaduto niente di tutto ciò, ma anzi la giunta militare golpista si è sostituita al Primo ministro mentre lui era a New York e lo ha avvisato che 'aveva perso il posto'. I giorni successivi erano diffuse foto di cittadini (soprattutto turisti...) in posa vicino ai carri armati e ai soldati. I telegiornali hanno dedicato inizialmente qualche minuto all'avvenimento, per poi abbandonarlo una volta visto che nessuno sparava e tutto procedeva tranquillamente. Inoltre in questi miseri momenti di attenzione si sono limitati a descrivere cosa stesse accadendo senza accennare al perchè, o comunque ad uno straccio di causa che non si limitasse alla frase "contrasti tra il generale Boonyaratkalin e il premier Thaskin Shinawatra, il primo appoggiato dal re".
Su megachip.info si trova un articolo che spiega i restroscena di un episodio che a prima vista può sembrare paradossale.
Il premier Shinawatra è un personaggio molto simile a Berlusconi: l'uomo più ricco del pase, che possiede molte aziende ma specialmente mezzi di comunicazione (televisione...) e che entra in politica per evitare di entrare in carcere. Dal 2001 guida la Thailandia e subito rischia di perdere il potere per un processo per corruzione e irregolarità finanziarie, dal quale però si salva. Il tratto caratteristico della sua legislatura è stato il pugno di ferro che ha usato nei confronti di due problematiche tradizionali del paese, il narcotraffico e i separatisti musulmani del sud. Interventi che possono sembrare condivisibili, che si sono però rivelati inefficaci nei fini e brutali nei mezzi: migliaia di morti e niente è stato risolto. A essere contrari alla sua politica troppo repressiva nei confronti del sud musulmano erano sempre più ampi settori dell'esercito, tra cui il Capo dell'Esercito, il Generale Sonthi Boonyaratkalin, il primo musulmano ad assumere tale carica nella Thailandia buddista e leader adesso della giunta golpista. Ma i disaccordi sulla questione erano via via cresciuti anche con la figura più importante e amata della Thailandia, il Re Bhumibol Adulyadej.
Comunque,Thaskin ha stravinto le elezioni del febbraio 2005, grazie anche all'onda lunga emozionale dello tsunami, e ha confermato ancora una volta di essere popolarissimo nelle zone rurali e povere del Paese ma di non essere amato dalla classe media e imprenditoriale di Bangkok. La goccia che però ha fatto traboccare il vaso è stata la vendita nel gennaio scorso da parte della famiglia di Thaskin del proprio pacchetto azionario della Shin Corp, l'impero delle telecomunicazioni fondato dallo stesso Thaskin, ad un'impresa di Singapore tre giorni dopo che il suo governo aveva fatto passare una legge che aumentava la percentuale di azioni legalmente detenute da stranieri nelle imprese di telecomunicazioni al 49%; una vendita che ha fruttato alla famiglia di Thaskin 1,9 miliardi di dollari esentasse, anche in Thailandia quindi il conflitto d'interessi è un grosso problema…..
Da quel momento le proteste dell'opposizione si sono intensificate fino a portare ad elezioni anticipate, alle quali però ha partecipato solo il partito di Shinawatra.
Gli ultimi mesi sono stati un empasse istituzionale dal quale sembrava davvero difficile uscirne, una situazione che ha estenuato tutto il popolo thailandese.
I generali del golpe, sostenuti dal re, hanno preso l'iniziativa ed hanno formato una giunta provvisoria promettendo di indire al più presto nuove elezioni.
Una altra situazione complessa è la Somalia, dove qualche mese fa hanno preso il potere l' Unione dei Tribunali Islamici. I media hanno riportato solo il disappunto che gli USA hanno avuto dopo la sconfitta dei propri alleati (potremmo dire "pupilli"), cioè i Signori della Guerra. I giornalisti nei servizi televisivi sottolineavano quanto dovevamo preoccuparci del fatto che hanno vinto i tribunali islamici invece dei Signori della guerra. Già una frase simile appare ridicola ad una prima lettura: dovrei dispiacermi se sono stati indeboliti quei criminali che da anni devastano il paese evitando la restaurazione di un ordinamento statale?
Su LeMondeDiplomatique di settembre c'è un approfondimento interessante. L'Uti è l'espressione di clan, come accade sempre là, degli Hawiyè e dei Haber Gidir. E' una realtà molto divisa, frammentata, ed è "una miscela variegata in cui musulmani moderati si mescolavano a radicali simpatizzanti di Al Qaeda e a uomini d'affari intenti soprattutto al rispetto dei loro contratti". Negli ultimi anni la Cia si è subito attivata, appoggiando "chiunque oglia operare con noi contro al Qaeda" e creano una Alleanza per il ristabilimento della pace e contro il terrorismo (ARPCT), che ha come obiettivo non tanto al Qaeda quanto l'intero Uti. I signori della guerra infatti aprofittano dell'occasione per indebolire gli avversai, i tribunali islamici e il governo centrale Gft (frutto di anni di lavoro, ma che non ha il controllo del territorio). Vane sono state le proteste da parte statunitense, di esponenti diplomatici che criticavano un approccio troppo mirato all'antiterrorismo e che finanziava i leader 'della guerra'.
La popolazione ha agevolato la vittoria dell'Uti perchè aveva vissuto anni di soprusi da parte dei signori locali ed ha cercato di sfruttare l'occasione per liberarsene, anche se non completamente consapevole di chi fossero e cosa volessero i tribunali islamici.
I due esempi mostrano come l'informazione che riceviamo dai telegiornali sia insufficiente e pericolosa. La superficialità porta a formarsi un'opinione completamente distorta che rende ignoranti senza accorgersene, crea persone che credono di sapere ma in realtà non sanno niente. Nel mondo politico si diffuse l'idea che ogni giorno una persona media dedica 10 minuti per informarsi. Se in quei 10 minuti i telegiornali, o i giornali, approfondiscono solo la nascita di un cucciolo di orso allo zoo di milano o di come sia calorico lo zucchero nel caffè, il potere può usare il famoso principio orwelliano: l'ignoranza è forza.



permalink | inviato da il 1/10/2006 alle 16:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
29 settembre 2006
Report sul 9-11: un silenzio assordante - 28-9-06
Da Megachip.info

Immaginate che una trasmissione di approfondimento giornalistico vada in onda in prima serata con uno speciale in cui si rivela, attraverso autorevoli testimonianze e documenti originali, che il referendum costituzionale del ‘46 è stato falsificato. Non ha vinto la Repubblica. L'Italia in realtà avrebbe dovuto rimanere una monarchia: un gruppo di magistrati, in collaborazione con settori deviati dell'arma dei carabinieri, hanno perpetrato i brogli elettorali più clamorosi della storia della democrazia occidentale.

Parlano alle telecamere, oramai canuti e avvizziti, decisi a liberarsi dell'ultimo peso prima di passare a miglior vita. Immaginate la frenesia nelle stanze del potere, già durante i titoli di coda. Immaginate i telefoni che squillano, i commessi e i portaborse che si affannano nei corridoi di Palazzo Madama e Montecitorio. La Repubblica è compromessa. Lo Stato vacilla. Il caos regna sovrano e fa da reggente ai Savoia, intanto che fanno le valige per tornare in patria.

Ora mettete da parte l'immaginazione e prendete un testo di Storia della Radio e della Televisione. La trasmissione che abbiamo immaginato insieme è andata in onda veramente, il 5 febbraio 1990. Quel giorno Giovanni Minoli ha realizzato lo scherzo del secolo, in una puntata di “Mixer” passata alla storia. ''I telespettatori devono essere a conoscenza del potere della Tv – disse Minoli all'epoca, a chi gli chiedeva il perché di quello scherzo - perché mantengano sempre il proprio spirito critico". Geniale. Un atto di guerriglia mediatica che Megachip non esiterebbe a promuovere, se ne avesse occasione. Purtroppo q uel Minoli non esiste più, ma questo è un altro discorso.

Il discorso da fare invece è che domenica scorsa è andata in onda, in prima serata, una trasmissione ancora più dirompente. “Report” di Milena Gabanelli ha mandato in onda un atto d'accusa contro l'amministrazione Bush, ricco di testimonianze e corredato di una valida documentazione. Morale della favola: 1- il rapporto ufficiale sugli attentati dell'11 settembre del 2001 è pieno di falsità; 2- non si può più dire con certezza se il motivo per cui sono state dichiarate due guerre e la ragione per cui è appena morto un soldato italiano in Afghanistan, dopo i 19 di Nassiriya in Iraq, sia quella che ci è stata fornita 5 anni fa.

Bum. Che succederà adesso? Accidenti, l'hanno vista 7 milioni di italiani 'sta roba... Ci saranno interrogazioni parlamentari, dichiarazioni a tutto spiano. È uno scherzo, come quello famoso di Minoli? No, dice che non è uno scherzo... Che farà D'Alema? Sono morti dei nostri ragazzi, qualcosa farà...

Silenzio di tomba.

Se al posto di Report fosse andato in onda il segnale orario avremmo avuto più articoli di giornale: ''Tutto il prime time di Raitre sprecato con il segnale orario?'' avrebbe chiesto un consigliere Rai, chiedendo la testa di qualcuno per lo spreco di spazi pubblicitari perpetrato.

Che democrazia è questa? Siamo tutti sotto tutela, e certe cose siamo ''incoraggiati'' a non prenderle in considerazione. Quando tutti i direttori di giornale ignorano un evento come quello di domenica sera, all'unisono e in modo coordinato, non è un caso, non è contingenza. Si chiama omertà. Coloro che devono informarci sono omertosi. I direttori dei giornali sono omertosi. Continuano a dimostrare una avvilente dipendenza dalla politica: nessun politico chiede spiegazioni su quanto andato in onda domenica, nessuno di loro commette l'errore di parlare di Report? Allora non c'è notizia, il 21% di share di domenica sera non esiste, non deve esistere. "Noi diamo al pubblico quello che il pubblico vuole". Menzogne, bugie dette sapendo di mentire. E questo episodio lo dimostra. Ogni responsabile di una testata giornalistica deve essere consapevole, ogni qual volta commette una simile violazione del diritto dei cittadini ad essere informati, di stare commettendo un atto eversivo. Qualcuno potrà dire che qui si sta esagerando. Allora spieghi ai familiari delle vittime di Nassiriya e dell'alpino Giorgio Langella, se secondo lui gli italiani non dovrebbero essere informati del fatto che i presupposti delle ultime due guerre in medioriente sono pesantemente compromessi. Li guardi negli occhi e spieghi loro le ragioni di opportunità politica e di personale carrierismo per cui non fa il suo lavoro: dare la notizia.


di Paolo Jormi Bianchi




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POLITICA
4 settembre 2006
Londra, 10 agosto. Quando le menzogne vengono a galla

Molti hanno avuto l'impressione che l'operazione della polizia britannica per sventare la serie di attentati il 10 di agosto abbia avuto un carattere molto "spettacolare" e mediatico. Gli stavano addosso da tempo, ma hanno scelto di fermarli solo all'ultimo momento (così han detto).
Se si prende per scontato che la dinamica dei possibili attentati fosse realmente come ci hanno raccontato gli inglesi, allora su questa impressione si può tranquillamente sorvolare. L'importante è che abbiano salvato quelle vite umane.

Riporto degli estratti di un articolo preso da Megachip che analizza i fatti, oltre che le notizie giunte nei giorni successivi. L'autore è scettico soprattutto sulla possibilità che gli attentatori potessero usare realmente quei tipi di esplosivi liquidi. C'è anche una questione in più: uno dei presunti attentatori non è stato arrestato e si scopre che è stato agente dell'MI6 britannico...

"[...] Ma quando gli attentati? Non certo in prossimità del 10 agosto, perché a quella data i sospetti, cioè i 24 arrestati, non avevano ancora nemmeno comprato i biglietti aerei. E molti di loro non avevano nemmeno i passaporti per andare negli Stati Uniti. Questa notizia è stata data alla NBC News da una fonte ufficiale britannica. Un'altra fonte dei servizi britannici ha riferito inoltre che molti dei sospetti erano sotto stretta sorveglianza da più d'un anno, cioè da prima degli attentati del luglio 2005. Ma, se erano sotto vigilanza, da dove viene la sorpresa e il clamore? E perché spiattellare tutto proprio alla vigilia del 10 agosto? Sempre NBC News rivela che la decisione di arrestarli subito, sebbene non ci fosse nessuna evidenza di pericolo immediato, “fu imposta dai funzionari di Washington”. [...]"

" [...] Confessa anche, ad esempio, che gli aerei li avrebbero fatti saltare in aria fabbricando, sempre in aria, un esplosivo denominato TATP. Cioè perossido di idrogeno, acetone e acido solforico. Secondo la versione fornita dagl'inquirenti, i terroristi sarebbero saliti a bordo con questi tre elementi separati, tutti e tre liquidi, per sfuggire ai controlli dell'aeroporto. I componenti sarebbero poi stati mescolati insieme in una toilette dell'aereo, per produrre il micidiale esplosivo. Sfortunatamente questa storia è totalmente impossibile, come hanno clamorosamente dimostrato gli esperti di esplosivi e come ha, con grande spirito umoristico, raccontato il giornalista americano Thomas C. Greene. Perché mettere insieme perossido di idrogeno (nella dovuta concentrazione, altamente infiammabile), con acetone, si può fare, ma richiede obbligatoriamente una temperatura inferiore ai 10 gradi centigradi , altrimenti il liquido risultante s'incendia subito. E l'incendio può ustionare il portatore, o i suoi vicini di sedile, ma non è un'esplosione e non può far cadere l'aereo. D'altro canto tenere sotto controllo una tale soluzione per diverse ore, in aereo, implica un sistema di refrigerazione molto preciso e anche molto ingombrante. Da portare, per giunta, nella toilette insieme ad alambicchi vari. Perché adesso viene in bello. Cioè il versamento dell'acido solforico nella data soluzione. La qual cosa richiede, come minimo e preliminarmente, una maschera antigas e un paio di occhiali da subacqueo, perché il gas che ne fuoriesce è altamente corrosivo per gli occhi e letale se inspirato. Non solo, ma l'intera operazione, per raggiungere la quantità di esplosivo necessaria, richiede parecchie ore. E poi comporta altre due ore e mezzo circa di attesa affinché il composto chimico riesca a seccare, trasformandosi in piccolissimi cristalli simili a neve, prima di poter essere fatto detonare con un impulso elettrico. Tutto questo, com'è evidente, richiede che, nel corso dell'intero volo, nessun passeggero venga a bussare alla porta della toilette; che nessun membro dell'equipaggio si insospettisca vedendo un passeggero entrare nella toilette con ingombranti apparecchiature, e poi assistendo, dall'esterno a una tale prolungata diarrea; che i fumi del gas letale, dall'odore caratteristico di acido solforico, non escano dalla toilette, soffocando i passeggeri dei sedili situati in prossimità della detta toilette. [...]

[...] Secondo la dettagliata analisi di Nafeez Mossadeq Ahmed (1), che cita a sua volta il capo del bureau pakistano di Asia Times, Syed Shahzad, i cittadini britannici di origine pakistana arrestati a Lahore e Karachi in connessione con il complotto, erano tutti membri attivi del gruppo islamico britannico clandestino Al Muhajiroun, il cui capo è Omar Bakri Mohammed. Costui è ora in Libano, dove è stato “esiliato” dalle autorità britanniche sebbene figuri tra i sospettati per le esplosioni del 7 luglio 2005 a Londra. Non vi sembra strano che, avendolo in mano, gl'inglesi se lo siano fatto scappare? Risulterà meno strano quando si sappia che Omar Bakri Mohammed era un agente dell'MI6 britannico, reclutato alla metà degli anni '90 per reclutare, a sua volta, combattenti islamici per il Kosovo. Sempre secondo la stessa fonte sia la CIA che l'MI6 avrebbero da tempo loro agenti infiltrati all'interno del gruppo Al Muhajiroun. [...]




permalink | inviato da il 4/9/2006 alle 11:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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